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La Musica di Astor

Concerti

  

“LA MUSICA Di ASTOR“

“Este es el Tango

Cancion de Buenos Aires

Nacido en el Suburbio

Que hoy reina en todo el Mundo...”

 

Se ci avventurassimo in un’esplorazione sul rapporto nel corso dei secoli tra musica “colta” e musica di origine popolare, si arriverebbe facilmente alla conclusione che il contatto tra le due forme assume, in prevalenza, un carattere monodirezionale: ossia l’una, la colta, si appropria di espressioni della seconda, e della sua veste semplice, per giungere ad esiti sofisticati.

Ad Astor Piazzolla, invece, va riconosciuto di aver condotto un percorso inverso. Egli si è reso protagonista dell’emancipazione di un genere popolare già giunto a livelli sofisticati, operando un vero e proprio salto di qualità. L’insoddisfazione e la curiosità

 verso altri forme di espressione sono la miccia che lo spingono ad arricchire le proprie conoscenze. Ne scaturisce un unicum che non ha uguali, una cifra nella quale si ravvisano lampi riconducibili alla sua origine tanguera, con movenze jazzistiche e adesioni a importanti autori contemporanei. Chi dice Tango Nuevo, dice Piazzolla. L’uomo, il compositore, l’artista straordinario che ha avuto il merito di elevare il tango ad un genere musicale oltre la danza.

Ma non si può parlare di Piazzolla senza raccontare cos’era il tango prima e cosa è stato dopo di lui.

Per questo, durante il concerto dei Cafè Express e Celeste Gugliandolo, si assiste ad un vero e proprio excursus storiografico, dai più grandi successi della tradizione campera ai più recenti tanghi canciòn della Guardia Vieja, dove la parte melodica comincia a farla da padrona, passando per le intramontabili Milonghe e la corrente “evoluzionista”della Guardia Nueva.

Dalla prima fase di gestazione dilettantistica suonata “de oido” (ad orecchio), nei locali, itinerando tra Rio de la Plata e Montevideo, al destino tracciato dalle note del Bandeneon, strumento così vicino alla voce umana, che cambia profondamente l’assetto e il suono del tango, che da quel momento diventerà un genere corposo e ricco di sfumature, decisamente più incline alla melanconia.

Seguiamo “El Gato” ( soprannome di Astor , n.d.r. ) da Buenos Aires a New York, nel viaggio che lo condurrà a rinnovare il tango popolare, mantenendo la sua essenza, e introducendo nuove armonie, melodie e ritmi, da “Adios Nonino” alle “Baladas”, fino all’exploit planetario di Libertango e il soggiorno italiano e gli incontri con Mina e Milva.

Iconoclasta, outsider, spietato con chi stimava, dall’ego straripante, gran lavoratore ma soprattutto gran lottatore.

Molti hanno dovuto fare i conti col suo carattere: non era amato lui, era amata la sua musica, ma solo da un certo momento in poi.

Tra aneddotti sulla sua vita e riferimenti storici sul tango di tutti i tempi, il concerto approda alla fine, conducendo per mano lo spettatore in un viaggio umano ed etnico tra musica, danza e poesia.

  • Voce, Celeste Gugliandolo
  • Bajan, Alberto Fantino
  • Clarinetto, Angelo Vinai
  • Chitarra, Cristiano Alasia
  • Contrabasso, Francesco Bertone

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